Qui non basta il “Purchè se ne parli”

Nella giornata di ieri un argomento che va di moda soprattutto attualmente mi ha perseguitato più del solito. Occupazione, sotto tutte le sue sfaccettature. Tutto parte dalla lettura di un articolo. Navigando come sempre di qua e di là leggo che in Inghilterra dopo che due tirocinanti inglesi hanno fatto ricorso all’azienda in cui hanno svolto uno stage, da cui hanno poi ottenuto la retribuzione del lavoro svolto in passato, il Governo di Londra si è convinto a dichiarare illegali stage e tirocini non retribuiti. Bene. Mi son detta. Un passo avanti che spero si dilaghi a macchia d’olio fino a scendere da queste parti. Partendo da qui e facendo un resoconto della giornata, definirei il suo seguito tracciato da “coincidenze”, perchè capitate davvero per caso.

Coincidenza 1: in tarda mattinata su twitter nasce e si diffonde, tanto da entrare nella Tranding Topic, l’hashtag #nofreejobs. Tutto parte dal blog di Mattia Marasco, Wikiculture , attraverso cui viene pubblicato un articolo contro migliaia di annunci che promettono “esperienze” nel settore dell’editoria digitale, per ricevere in compenso un misero riconoscimento economico o, senza prendersi in giro, un bel nulla. Viene creata così una community su  Facebook e un profilo su Twitter, in cui chiunque può segnalare le proposte di lavoro indecenti. Un’iniziativa partita dal basso e che pare sia pronta a decollare, con la speranza però che non si tratti solo di un fuoco di paglia. E il non trasformarlo in cenere dipende soprattutto da noi.

Coincidenza 2:  durante il pranzo decido di vedere un film che mi ritrovo sul pc da una settimana. Lo avvio non con l’intenzione di vederlo fino alla fine, ma con l’intenzione di vederlo fino a fine pranzo, e quindi per circa 15 minuti! E invece no…vado avanti fino all’ultimo. Si tratta di “C’è chi dice no“, un film del 2011 che descrive come sia corrotto l’ambito delle assunzioni in Italia tramite il racconto di una storia che vede protagonisti 3 ragazzi e le loro carriere bloccate dalle raccomandazioni e dalla meritocrazia italiana inesistente. Una “commedia all’italiana” che colpisce un tema a noi assai noto: il precariato.

Coincidenza 3: sono alla ricerca di un lavoro. Ah no…questa più che una coincidenza relativa a questa giornata, per me è una croce che porto in spalla da circa due mesi. È vero che le mie ambizioni mi stimolano ad andare avanti e a non cadere nell’abbattimento della non occupazione. Ma mi chiedo imperterrita cosa manca ancora se dopo una laurea triennale e una specialistica, un master all’estero ed esperienze pregresse, mi propongono ancora stage “formativi”. È vero che dalla vita c’è sempre da imparare, ma quando si diventa grandi c’è anche da campare!

3 risposte a “Qui non basta il “Purchè se ne parli”

  1. dicksick scrive:

    Come non essere d’accordo?

  2. Martina scrive:

    Non avresti potuto concludere in maniera migliore!!

  3. [...] sensibile alla questione del futuro di chi studia e poi un giorno cercherà un lavoro, di Spazio Libero Moderato, che espone la curiosa coincidenza della protesta #nofreejobs con il film che sta vedendo. Quale? [...]

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